6 commenti a "Elezioni Amministrative 2009"
Tonino Gardini - 03/06/2009 15.12.18  C'E' QUALCOSA DI NUOVO OGGI NELL'ARIA A FORLI'
Il tempo è troppo lungamente passato nella convinzione che ormai nulla più potesse cambiare. Le speranze disattese della caduta del "muro", la mafia che si è mangiata lo Stato con l'annientamento dei suoi più fedeli Servitori, tangentopoli e l'avvento della 2^ repubblica, Berlusconi supportato da "bicamerali" varie, la speranza della nascente Europa tutta ancora da costruire, poi più di recente governi improbabili a fronte di venti tempestosi di globalizzazione, lo sfascio del sistema economico liberista: tutto questo ed altro ha inchiodato ciascuno ad una evoluzione della storia inattesa e subita.
Ma l'indignazione ha preso il posto della rassegnazione. Da un po' di tempo a Forlì, proprio in questo sperduto posto di provincia, questo "buco del mondo" come dice qualcuno, si stava rimuginando il ritorno a quella tradizione politica democratica laica e libertaria schiacciata dal fascismo e dalla guerra fredda, figlia del pensiero risorgimentale mazziniano, del socialismo liberale rosselliano e di quello illuminato gramsciano, del cristallino movimentismo cattolico dossettiano. Poi ecco l'avvento del Partito Democratico di Veltroni con il suo difficile addivenire. Riscoprire oggi quel percorso stupisce ed incanta insieme. A fronte della pochezza di un mondo senza midollo, senza ideali, senza impegno, che tutto polverizza, questo segnale opposto che indica spirito di servizio e volontà precisa di cambiamento riaccende incredibilmente la speranza di una nuova rivoluzione democratica: qui si può ancora fare e qui si può cambiare fin da subito. Così con la faccia pulita ed aperta incarnata da Roberto Balzani si riaccende la speranza nella politica con la P maiuscola. Lo stupore di Roberto di trovarsi catapultato in questa avventura rappresenta l'emblema di ciò che sta accadendo a Forlì, i cittadini forlivesi hanno compreso e si stanno mettendo al suo fianco, non solo lo voteranno. Non si tratta solo di far prevalere una compagine politica rispetto ad un'altra, bensì di sospingere avanti un mondo alternativo di valori che riguardano sia la sfera individuale che quella della socialità. Il futuro delineato da Balzani in questa campagna elettorale richiama scelte necessarie per realizzare una città "europea" moderna, vivibile, solidale da determinare attraverso scelte ed azioni individuate e condivise con i suoi cittadini. La responsabilità è enorme perché non è dato sbagliare, il testimone è pesante e diventa un fardello molto difficile da portare innanzi, ma le energie positive che si stanno sprigionando sono straordinarie e costituiscono la garanzia sicura che il meccanismo virtuoso innescato non si fermerà qui. Siamo consapevoli tutti ed orgogliosi che finalmente questa terra di Romagna può ritornare ad essere il laboratorio democratico capace di progettare e di realizzare il futuro che desideriamo per le generazioni che verranno, di prosperità e di giustizia sociale. Peccato per Rondoni come per chiunque altro ma con Balzani così in mezzo alla sua gente non può essercene per nessuno.
Tonino Gardini
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Sara Pignatari - 03/06/2009 15.47.14  LA COMUNICAZIONE AI TEMPI DI BALZANI
Settembre 2008 - Maggio 2009: nove mesi per far nascere un progetto, un progetto di partecipazione, di democrazia e di comunicazione politica nuove. Roberto Balzani è il padre di questo progetto, allevato e curato in una "famiglia" allargata a tanti cittadini, a donne e uomini, giovani e meno giovani, militanti da sempre insieme a persone alla prima esperienza politica, tutti volontari a disposizione del candidato e soprattutto della città di Forlì. Mi chiamo Sara Pignatari e faccio parte di questa "bella" famiglia, entro la quale ho portato la mia professionalità, il mio entusiasmo e il mio impegno. Con la nascita del PD sono stata eletta componente dell'Assemblea Territoriale del partito ed ora sono candidata al consiglio comunale di Forlimpopoli a sostegno dell'attuale sindaco ricandidato alle prossime elezioni, Paolo Zoffoli. Fin dall'inizio ho creduto all'idea del Partito Democratico, ad un rinnovamento della classe politica, ad una partecipazione dal basso grazie anche ad un ricambio generazionale veramente possibile e alla grande opportunità data a cittadini come me, di portare le proprie competenze ed energie propositive al servizio della città e del territorio. Roberto Balzani a Forlì e Paolo Zoffoli a Forlimpopoli hanno lavorato per questo, per creare una sinergia non solo all'interno dei loro comuni, ma anche a livello di relazioni tra territori, per "fare sistema" tra il capoluogo e tutti i comuni forlivesi, nel più ampio contesto provinciale e regionale. Come responsabile della Comunicazione del Comitato Elettorale Balzani Sindaco, ho avuto il privilegio di conoscere a fondo Roberto Balzani e di poter progettare con lui una campagna di comunicazione assolutamente originale, un modo nuovo di fare e comunicare la politica. Sostenuti dall'esperienza di uno studio grafico professionista, forti della fiducia e della profonda serietà del candidato, è "iniziato un bel film": colori nuovi, foto elaborate e trattate graficamente, slogan, uso di caratteri assolutamente "fuori dagli standard", e poi gadget, t-shirt, shopper, spille, caramelle, un giornale: tutto pensato e realizzato con creatività e sobrietà. Il nostro stile è nettamente diverso da quello della destra, di Berlusconi e del suo fedele 'allievo' Alessandro Rondoni... Questa è la cornice e dentro ad essa si sono sviluppate una moltitudine di iniziative: dai format agli incontri nei circoli del PD, alle decine e decine di appuntamenti in sede e in visite alle fabbriche, alle aziende, a tutti i luoghi di lavori, e ancora dalle trasferte nei comuni limitrofi alle pedalate in bicicletta nei luoghi significativi della città, alle uscite con i ragazzi nei locali del centro. Così è stato per le primarie del PD alla fine del 2008, così è stato per la campagna di queste amministrative 2009. Il tutto per accorciare le distanze tra mondi sociali e politica, tra cittadini e istituzioni. Tante parole sono corse nei manifesti: ascolto, partecipazione, integrazione, rilancio, passione, rinnovamento, legalità, sicurezze, futuro e cambiamento. Ora Forlì si merita davvero questo cambiamento senza intaccare i valori e i principi che hanno caratterizzato la città fino ad oggi, ma anzi rinnovandoli e dando loro nuova vitalità: una città dove si vive bene finalmente pronta ad uno scatto di qualità, pronta a diventare un esempio a livello nazionale, pronta ad avere Roberto Balzani Sindaco.
Sara Pignatari
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Sandro Zedda - 06/06/2009 17.33.28 
Caro Roberto grazie; Grazie a tutte le persone che in questi mesi hanno lavorato e contribuito con idee nuove di cambiamento per una società più giusta,più equa e più solidale; grazie a tutte le persone che ha qualsiasi titolo si son date da fare per creare un programma amministrativo e politico concreto; grazie per la differenza che si è evidenziata tra le nostre proposte di programma e le proposte fatte dal centro-destra,fatta da una società più giusta e aperta. Caro Roberto con tutto il cuore ti auguro di diventare il Sindaco della nostra città, che ha bisogno di persone come te e sai non sono tante, che mettono al centro i propri valori ,e la Politica come servizio per la collettività.
So che stai per affrontare una delle prove più difficili del tuo impegno umano e civile. Amando anch'io 'Forlì profondamente, comprendo come sia importante che chi scende in campo abbia seriamente a cuore le sorti di una città così preziosa ed unica. Sicuramente con tutto il centro-sinistra che rappresenti, sono qui a sostenere ed incoraggiare un amico. Una persona perbene che, in tutti questi anni, non solo non mi ha mai deluso ma ha rappresentato per me motivo di orgoglio e di speranza. Grazie soprattutto per essere un padre così forte ed una persona così premurosa e presente. Sono le doti che distinguono un uomo da un altro. Lo sguardo. La sincerità. L'amore.
Sicuramente sei consapevole che la partita da giocare è difficile e molto importante, per non aver bisogno di raccomandazioni e sono certo che le aspettative di tante persone che in questi mesi hanno creduto in te non verranno deluse Ma un amico come me non può non ribadirti di dare al cuore la precedenza per il bene della cittadinanza, e il bene che perseguirai saranno guidati oltre che con la razionalità delle tue competenze anche dal bene che vuoi alla nostra città.
Spero e son sicuro che Forlì e il suo territorio avrà un forte cambiamento sicuramente in positivo. Roberto ti auguro in bocca al lupo come nostro futuro Sindaco
Ti porgo un cordiale saluto e un grazie di cuore Sandro Zedda
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Sara Samori - 07/06/2009 1.41.35  L'orgoglio di essere GIOVANE nel XXI secolo, al servizio della propria Comunità e di appartenere al PARTITO DEMOCRATICO a fianco di ROBERTO BALZANI
Credo sia molto importante ritrovare spazi di confronto e discussione su temi importanti quale è quello dei rapporti tra le generazioni
Come si parla molto giustamente dell'importanza del dialogo e della conoscenza reciproca tra cittadini ed extracomunitari, chè la conoscenza reciproca è un elemento culturale fondamentale per una seria politica d'integrazione, altrettanto lo è quello tra le generazioni
Ed è "sorprendente" notare come basti semplicemente dialogare e confrontarsi per trovare punti in comune e/o mettere a nudo problematiche e/o stereotipi
Sono convinta della assoluta necessità di riprendere un dialogo tra le generazioni, coadiuvate anche e soprattutto da iniziative e incontri di questo genere, allo scopo primo di approfondire le problematiche e le motivazioni che ci spingono a dare per scontate certe motivazioni o certi approcci politico- culturali
Per quello che riguarda i giovani, c'è grande necessità (anche per arginare quello scollamento giovani/politica che oggigiorno è sotto gli occhi di tutti) di tornare più compiutamente tra di loro, ascoltare quello che hanno da dire, quello che vorrebbero si facesse concretamente per loro sia da un punto di vista politico che ideale
Sotto l'aspetto dell'"ascolto", è necessario elaborare e mettere a punto idee nuove, interviste, questionari, dibattiti, dialoghi tout court
Per gli altri due punti ci vorrebbero, dal mio punto di vista:
- serietà - proposte concrete - trasparenza - onestà intellettuale - etica dell'Esempio - linguaggio chiaro - ascolto - sensibilità culturale
E' verissimo che i giovani vadano in primo luogo responsabilizzati: lo si deve fare a partire dalla tenera età e con piccoli Esempi quotidiani da parte dei genitori e degli insegnanti
E' verissimo anche che devono impegnarsi seriamente per raggiungere dei risultati: anche questo glielo possiamo insegnare quotidianamente
E' verissimo anche che ci sono proposte politiche per i giovani che devono essere attuate per dare loro più rappresentanza senza necessità di ricorrere alle cosiddette "quote giovani"
E' verissimo che l'influenza dei mass media oggi remano, direttamente o indirettamente, più spesso contro le famiglie e il sistema educativo, ma noi possiamo fare di più: la politica può fare di più per loro
E' verissimo che oggi le problematiche giovanili s'inseriscono in un quadro generale di crisi valoriale e culturale della nostra società tout court
Ma è vero anche che i giovani, oggi come ieri, non sono aprioristicamente apatici di fronte alla politica; anzi è più spesso vero il contrario
Chi ha responsabilità politica deve essere prima di tutto un Esempio per i suoi elettori: piccoli o grandi che siano
Badate bene, il mio contributo a questo tema non vuole essere una "difesa" appassionata per i giovani, né a quello che oggi viene più comunemente definito un'"ondata di giovanilismo", ma vuole semplicemente essere una "provocazione" intellettuale, se volete, sia per stimolare il dibattito su questi temi sia per portavi testimonianza di quello che molti giovani, come me, sentono oggi nei confronti della politica e della società
Ho sempre nutrito forte interesse per la politica in generale, documentandomi a vari livelli, ma più spesso non ho avuto la tensione ad entrare in un partito, non chè non avrei voluto, ma più semplicemente per una sorta di "scetticismo" e "diffidenza" di fronte ad alcune situazioni e, lo ammetto, per la "paura" di vedere infranti tutti quei bei ideali appresi e maturati sui libri e a scuola e che tanto hanno contribuito a formare la mia personalità oggi: i classici, la letteratura, la storia in particolare.
Solo a gennaio dell'anno scorso ho deciso di "fare il grande passo" e avventurarmi in quella che ho percepito poter essere una grande esperienza storica e personale, ma completamente nuova: quella della costruzione del nostro Partito Democratico locale (e ideale)
E, sarò sincera, per due motivi in particolare:
1.l'avere incontrato durante il percorso persone, giovani e meno giovani, che condividevano con me la voglia di fare le cose e cambiare quello che ci pareva non funzionasse al meglio; per l'entusiasmo e la fiducia che hanno saputo trasmettere e riporre nei giovani, aiutandoli, supportandoli e incentivandoli a fare cose, ad organizzare iniziative anche e soprattutto autonomamente; per avere saputo e voluto coinvolgerli nelle decisioni, nelle proposte programmatiche, nelle iniziative e nelle assemblee. La lista di amici è lunga, ma spero che alle persone in questione arrivi comunque questo messaggio che è anche e soprattutto un ringraziamento
2. avere avuto davanti agli occhi una persona, un Leader, che prima di tutto ha rappresentato e rappresenta un esempio di etica e di alto livello della classe politica locale
Scusate come al solito se le mie parole possano esservi risultate troppo lunghe o troppo "ideali": nel secondo caso vi risponderei con le parole di una persona davvero eccezionale, Vittorio Foa:
"Ai giovani dico una sola cosa: pensate a quello che fate. Se voi pensate a quello che fate, penserete anche agli altri, e se voi pensate agli altri, voi avrete un'idea della giustizia."
Partecipate, ragazzi e ragazze, e sappiate sempre coinvolgere e far partecipare: forse questa è la lezione che più ci può aiutare a capire i giovani e a farli affezionare e...
GRAZIE ROBERTO!!!
Sara Samorì
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Raffaele Barbiero - 10/06/2009 12.28.42  La "vocazione" a comandare della Lega Nord
Avrei preferito evitare il ballottaggio, ma questo può essere un'occasione per aprire gli occhi sul fenomeno Lega. Questi signori, i loro dirigenti e i loro alleati hanno solo la vocazione a comandare. Dico comandare purchessia e non governare in nome di valori, programmi e altro. Appena si è saputo del ballottaggio l'on.Pini ha chiesto il voto alla lista civica Destinazione pur avendo nel programma proposte totalmente diverse e all'opposto di quelle degli ambientalisti di Destinazione. La Lega oltre ad evidenziare che per comandare è disposta a tutto, ha reso chiaro a tutti: - che il vero sindaco di Forlì, se vincessero loro, non è Rondoni, ma lo stesso Pini; infatti Rondoni aveva dichiarato subito dopo il ballottaggio: "Non chiederò i voti a nessuno", mentre è stato subito smentito dalla Lega. Purtroppo per i forlivesi e i cattolici Rondoni ha abdicato al suo ruolo di candidato sindaco indipendente quando l'8 maggio 2009 ha firmato (sullo stile di un normale contratto) l'accordo elettorale con la Lega, dove gli ha consegnato anche le deleghe sulla sicurezza, i servizi sociali e l'immigrazione; - raccoglie ogni tipo di candidato, anche il sig. Francesco Aprigliano, calabrese, che prima era in Alleanza Nazionale, poi nel suo movimento "Alleanza Meridionale MPA". Proprio la Lega che quando nacque, prima di prendersela con gli immigrati, se la prendeva con i "terroni" e con i meridionali colpevoli, a dir loro, di "rubare" i posti nelle amministrazioni dello Stato, di avere sempre posti per gli asili nido e le case popolari, di essere dei fannuloni imboscati nello amministrazioni pubbliche e di non pagare le tasse. Evidentemente ora servono anche i "nemici" di ieri, pur di combattere quelli "nuovi" e i voti non puzzano, ed anche il sig. Aprigliano pur dir comandare non esita a saltare da un fosso all'altro, anche quello dei suoi detrattori di ieri
Mi auguro solo che i cittadini di Forlì e gli elettori, soprattuto dei Comunisti Italiani e della Lista Destinazione, sappiano valutare bene quale futuro vogliono per la loro città.
raffaele barbiero, forlì, 10 giugno 2009
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Donato Giano - 15/06/2009 23.16.29  Mi chiamo Donato ed abito a Meldola, piccolo paese del circondario forlivese. Lo scorso 7 e 8 giugno si è votato per il rinnovo dell'Amministrazione Comunale ed ha vinto il candidato di centro destra, Zattini, con uno scarto di voti, a mio parere, molto alto. Personalmente, avendo votato per il candidato di centro sinistra, ho "perso le elezioni" e fin qui nulla di strano, si vince e si perde e soprattutto si rispetta la volontà degli elettori che, a mio parere, è sovrana, viviamo o no in un Paese Democratico?. Purtroppo, però, successivamente è accaduto un avvenimento a dir poco sconcertante, appena avuti i risultati definitivi della vittoria del centro destra, delle auto, girando per Meldola, sono passate vicino alla mia abitazione gridando "via gli extracomunitari, via i meridionali". Io sono e mi sento Italiano, nato in meridione, ma italiano fino a prova contraria. Abito nella Provincia di Forlì-Cesena da più di venti anni e credo di aver contribuito alla crescita della Provincia: ho sempre pagato le tasse, ho sempre rispettato le regole, ho sempre lavorato nel rispetto di tutti, sono abbastanza conosciuto nella Provincia per il contributo portato e...., mi sento ferito profondamente da affermazioni del genere.
Sono e resterò convinto che il valore e le persone non debbano essere giudicate dal luogo di nascita, dal colore della pelle, se sono veline o velini, alti belli e magri e chi più ne ha ne metta, credevo di abitare in un Paese dove le persone vengono giudicate per quello che fanno e sono e non perché sono figli di... o sono nati a... o hanno la pelle.... Capisco che le persone che andavano in giro gridando "via gli extracomunitari, via i meridionali" sono agli estremi, fortunatamente ci sono tante persone ragionevoli con le quali si può discutere, anche animatamente, ma senza raggiungere mai, nel modo più assoluto, affermazioni del genere. Se votare Zattini, a Meldola, significa alimentare queste persone preferisco, anche perdendo, votare Venturi, almeno da questa parte non ho mai sentito, ad oggi, discorsi e affermazioni del genere, alcuni valori non dipendono e non sono di una parte politica ma dovrebbero essere patrimonio di tutti.
La ringrazio per lo spazio dedicato ad un Italiano meridionale. Donato Giano
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